la coscienza e la ricerca psichica

 

 

 

La coscienza e la ricerca psichica è il titolo di una rubrica pubblicata sulla rivista trimestrale Luce e Ombra a partire dal primo numero del 2007. Si tratta della logica continuazione, ed in un certo senso dell'evoluzione, della rubrica Forum sullo spirito che avevo curato negli anni precedenti.

In questa nuova serie di articoli vengono presi in esame alcuni tra i numerosi studi e le molte testimonianze sui fenomeni di origine medianica, pubblicati tra gli ultimi decenni dell'ottocento ed i primi decenni del novecento. Sebbene lo scopo di questa ricerca sia anche quello di mettere a confronto fatti e resoconti per sondarne l'attendibilità e l'affidabilità, l'intento principale è quello di osservare attentamente e senza pregiudizi il modo in cui la coscienza umana reagisce ed ha reagito, in tutte le sue diverse sfumature, ad una serie di eventi che possono essere senza dubbio qualificati come straordinari.

In sintesi, ecco i temi trattati nei vari articoli:

Primo articolo. Vengono ricordate le ricerche che portarono Richard Hodgson – studioso attivo tra il 1880 ed il 1905, particolarmente impegnato nelle indagini sulla medium Leonore Piper di Boston – a modificare il proprio atteggiamento iniziale, incline a considerare le entità comunicanti tramite la medium come manifestazioni di una personalità subconscia dissociata della stessa, fino ad accogliere come ragionevolmente accettabile e veridica l'ipotesi spiritica. Gli studi e le argomentazioni di Hodgson sono tratti dalle due ampie monografie – entrambe corredate da dettagliati verbali (in buona parte stenografici) di un gran numero di sedute tenutesi tra il 1887 ed 1896 – pubblicate nei Proceedings della SPR, rispettivamente nel vol. 8 del 1892 e nel vol. 13 del 1897/98.

Secondo articolo. Vengono riportate alcune tra le numerose testimonianze sui casi di identificazione di entità comunicanti prodottisi tramite la medianità dell'americana Etta Wriedt (1860-1942) durante i suoi primi due soggiorni inglesi tra il 1911 ed il 1913. La Wriedt era una potente medium che produceva vari fenomeni fisici – il più eclatante dei quali era la voce diretta – senza cadere in trance, ed anzi partecipando attivamente allo svolgimento delle sedute e dialogando tanto con gli assistenti quanto con le entità. Era in grado di tenere due o anche tre sedute nello stesso giorno, e durante i soggiorni inglesi le sedute furono centinaia, con un elevato numero di partecipanti, molti dei quali lasciarono testimonianze scritte raccolte dall'ammiraglio Moore nel suo libro The Voices. Diversi testimoni dichiararono di essersi convinti dell'autentica identità delle entità sulla base della comunicazione di eventi, circostanze e persone noti solo a loro, e non di rado non più presenti nella loro memoria, quanto meno a livello cosciente. In più di un'occasione vennero anche riferiti fatti di cui i consultanti non erano a conoscenza, ma dei quali poté essere in seguito verificata l'esattezza.

Terzo articolo. Si parla delle ricerche condotte sull'ipnosi – uno stato di coscienza ancor oggi poco compreso, ed in parte anche interpretato in modo riduttivo – dal Comitato per lo studio del mesmerismo della Society for Psychical Research.

Quarto articolo. In riferimento alle indagini sulla sopravvivenza eseguite da ricercatori diligenti, vengono esaminate le manifestazioni in voce diretta dovute alla medianità delle sorelle Moore, come testimoniate nei resoconti di una serie di sedute che ebbero luogo intorno agli anni '30 del secolo scorso, pubblicati nel libro Proof del rev. V. G. Duncan. L'interesse di tali manifestazioni è dovuto alla loro coerenza, alla naturalezza con la quale gli spiriti comunicavano con gli assistenti ed alla chiarezza espressiva dello spirito guida, Andrew Wallace, il quale – pur esprimendosi sempre con uno spiccato accento scozzese – assolveva egregiamente al suo compito di presentare gli spiriti che desideravano comunicare e faceva del suo meglio per aiutarli a farsi udire in modo chiaro. Nel corso delle sedute si ebbero eclatanti esempi di identificazione, di chiaroveggenza e di premonizione, oltre ad alcuni casi di guarigione. Degno di nota anche il fatto che le medium non cadevano in trance durante le sedute, ma partecipavano attivamente alle conversazioni con gli spiriti.

Quinto articolo. Viene esaminata l'evoluzione della psiche come insieme dei fenomeni che pervengono alla luce della coscienza, partendo dai primi barlumi di consapevolezza nel mondo animale fino a giungere alle manifestazioni delle culture umane più complesse. Gli aspetti conflittuali e contraddittori che il fenomeno psichico presenta nella dimensione della vita umana vengono messi a confronto con l'armonia e la serenità che sembrano prevalere nella dimensione degli "spiriti", almeno sulla base di un gran numero di comunicazioni pervenuteci per via medianica, soprattutto attraverso il fenomeno della voce diretta. Sotto questo profilo, la dimensione psichica del mondo dello spirito ci appare di livello più evoluto rispetto a quella del mondo umano. Resta tuttavia ancora aperto l'enigma di come la coscienza individuale possa trasferirsi dall'una all'altra dimensione. Un altro aspetto che lascia perplessi è quello legato all'ipotesi della reincarnazione che, proposta da alcune entità comunicanti, viene negata da altre: per quali motivi uno spirito dovrebbe passare diverse volte attraverso l'esperienza umana, e quali forze ve lo obbligano? Forse non esiste una possibilità concreta di dare una risposta a queste domande mediante le facoltà di cui disponiamo nella vita terrena, essendo queste stesse facoltà un prodotto della psiche umana, per sua natura inadeguata a spiegare quello che può aver luogo in altre dimensioni.

Sesto articolo. Si apre con un ricordo della morte di Myers e con alcune considerazioni sul metodo adottato da questo ricercatore nel corso delle sue indagini sui medium tese a corroborare l'ipotesi della sopravvivenza della personalità umana. In particolare si esamina l'influenza esercitata da Myers su Rosalie Thompson, una medium di famiglia agiata, di elevata cultura e del tutto disinteressata, che collaborò attivamente per qualche anno alle ricerche della SPR. La Thompson fu anche assiduamente studiata dal dott. van Eeden, una notevole personalità di psichiatra olandese dai molteplici interessi, molto celebre in patria. Durante numerose sedute, il cui resoconto dettagliato fu pubblicato sui Proceedings, van Eeden ottenne sia riscontri molto precisi che lo convinsero dell'effettiva presenza dello spirito comunicante di un suo amico suicidatosi, sia affermazioni non corrispondenti alla realtà o non verificabili: venne dunque alla conclusione che buona parte delle comunicazioni provenienti in apparenza dal controllo o da altre entità fossero invece da attribuirsi all'inconscio della medium o alle sue facoltà telepatiche.

Settimo articolo. Tra gli ultimi anni dell'Ottocento ed i primi del Novecento furono pubblicati alcuni libri che avevano come argomento i fenomeni di materializzazione e le indagini eseguite in merito. Si tratta senza dubbio di uno dei misteri più straordinari relativi alla ricerca psichica. Quest'articolo esamina le testimonianze e le esperienze di E. A. Brackett, scultore americano attivo a Boston, come riportate nel suo volume Materialized apparitions del 1885.

Ottavo articolo. È dedicato ad un esame delle indagini effettuate dallo zoologo inglese Gambier Bolton, nei primi anni del '900, nel campo delle materializzazioni. Il suo scopo di  ricercatore era quello di accertare le migliori condizioni per la produzione dei fenomeni, ma sempre escludendo ogni possibilità di frode da parte del medium o di eventuali complici. Il metodo messo a punto da Bolton, per quanto complesso, era efficace: il suo principale punto di forza consisteva nel fatto che le sedute non si dovevano mai svolgere nell'oscurità completa, e che gli unici risultati accettabili erano costituiti da autentiche materializzazioni, parziali o complete. Bolton sperimentò con diversi medium nel corso di centinaia di sedute, alle quali assistettero illustri personaggi dell'epoca, tra i quali anche Guglielmo Marconi. Ottenne risultati straordinari, tra i quali la materializzazione completa di alcuni animali (compresa una foca). Le entità materializzate spesso conversavano con gli astanti, rispondendo ai diversi quesiti che venivano posti in relazione all'aldilà, alle modalità con cui riuscivano a materializzarsi, ecc. Concludendo l'articolo, mi interrogo sui motivi per cui ai nostri giorni risulta davvero arduo, se non impossibile, ottenere analoghi risultati, e sulle ragioni che hanno impedito alla ricerca sui fenomeni medianici di evolversi rispetto allo stadio iniziale di accertamento dell'autenticità dei fenomeni stessi.

Nono articolo. Partendo dal dibattito pubblicato sulle pagine dei Proceedings della SPR nel 1924, che contrapponeva Charles Richet e Oliver Lodge in merito all'ipotesi della sopravvivenza, si valuta cosa si può dire ai nostri giorni sulle motivazioni che indussero i due illustri scienziati a prendere partito in favore o meno di tale ipotesi.

Decimo articolo. In un ciclo di sedute eseguite nel 1921-22 con la medium a voce diretta Blanche Cooper, Samuel G. Soal – uno studioso inglese che fu attento ricercatore nel campo del paranormale ed anche presidente della SPR – ebbe modo di contattare un'entità che fu in grado di dare varie prove di identificazione con Frank, un fratello più giovane morto in guerra nel 1918. Si presentarono anche altre entità, tra cui quella di Gordon Davis, un conoscente di Soal da lui ritenuto morto, e che invece, come risultò in seguito, era tuttora in vita. L'attenzione di Soal per i dettagli delle comunicazioni, unitamente al suo scrupolo di ricercatore ed alla sua capacità di tenere nota anche al buio delle domande da lui poste e delle risposte ottenute, fanno sì che queste sedute costituiscano uno dei più interessanti esperimenti in merito all'identità degli spiriti.

Undicesimo articolo. Tra le testimonianze più profonde e più interessanti del rapporto che intercorre tra un medium e l'entità che si manifesta e comunica per suo tramite, Il sorriso di Giano di Corrado Piancastelli offre diversi spunti di riflessione. Il quadro che l'entità Andrea ci presenta in merito all'esistenza nella dimensione dello spirito presenta aspetti inconsueti, e sotto un certo punto di vista perfino irreali o alieni, rispetto alla dimensione della vita umana.

 

 
 
 
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