la coscienza e la ricerca psichica 1 – prima parte |
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Gli studi e le argomentazioni di Hodgson sono tratti dalle due ampie monografie – entrambe corredate da dettagliati verbali (in buona parte stenografici) di un gran numero di sedute tenutesi tra il 1887 ed 1896 – pubblicate nei Proceedings della SPR, rispettivamente nel vol. 8 del 1892 e nel vol. 13 del 1897/98. 1. I dubbi di Richet Nel 1923 Charles Richet, considerando la difficoltà della sopravvivenza dal punto di vista scientifico, affermava: "Per quanto mi riguarda, pur senza essere in grado di darne una dimostrazione inoppugnabile, non riesco a credere che la memoria possa esistere senza l'integrità anatomica e fisiologica del cervello. Quando non vi sia più ossigeno, quando la temperatura è troppo alta o troppo bassa, quando alcune gocce di atropina o di morfina o di cloroformio vengono introdotte nel sangue, o quando il flusso sanguigno che alimenta il cervello viene interrotto, la memoria si altera e viene meno. Gli spiritisti non possono negare questi fatti" . Se questo parere fosse stato manifestato da uno scienziato scettico sull'esistenza dei fenomeni paranormali, non ci sarebbe niente di strano. Ma Richet (1850-1935) non era solo un fisiologo di fama internazionale al quale era stato assegnato nel 1913 il Nobel per la scoperta dell'anafilassi: era anche presidente onorario dell'Istituto di Metapsichica Internazionale di Parigi, ed aveva investigato con appassionato interesse un'ampia gamma di fenomeni paranormali come la telepatia, l'ipnosi, la psicocinesi e l'ectoplasma (un termine da lui stesso coniato). Nel 1923 pubblicò i risultati dei suoi studi in un volume di ampio respiro, Trent'anni di ricerca psichica, nel quale affermava apertamente di credere alla realtà dei fenomeni indagati, ma di non poterli accettare come prova dell'esistenza dello spirito. Richet affrontava i fatti di quella che lui definiva metapsichica con l'atteggiamento critico dello scienziato. Per citare le sue parole: "I fatti della metapsichica non sono né più né meno misteriosi dei fenomeni dell'elettricità, della riproduzione, o del calore. Essi non sono altrettanto frequenti, e qui sta la differenza: ma è assurdo rifiutare di studiarli solo perché sono inusuali. "Questi fenomeni inconsueti sono reali, e dimostrano: 1) che esiste una facoltà cognitiva distinta dalle nostre facoltà ordinarie; 2) che sono possibili movimenti degli oggetti diversi da quelli ai quali siamo abituati. Ed è irrazionale rifiutare di studiare questi fenomeni inconsueti con i metodi di osservazione e sperimentali che si sono dimostrati così validi in tutte le altre scienze". Queste parole di Richet sono illuminanti in relazione allo stato d'animo ed all'entusiasmo che animavano molti scienziati formatisi nell'ambito culturale del secolo XIX. L'Ottocento aveva rappresentato un periodo straordinario, durante il quale la ricerca scientifica aveva veramente rivoluzionato la visione del mondo rispetto alle epoche precedenti. Oltre alle scoperte che avevano gettato le basi per tutti gli sviluppi tecnologici ed industriali nel campo della fisica, della chimica, dei trasporti, le ricerche sulla biologia e le osservazioni sulle piante e sugli animali erano state le premesse per quella rivoluzionaria concezione della natura e dell'essere umano rappresentata dalla teoria evoluzionistica di Darwin. Tuttavia l'indagine scientifica aveva appena cominciato a scalfire la superficie della complessità delle forze, delle energie e delle leggi che regolano il mondo fisico. Proprio la mancanza di conoscenza dei livelli più profondi dell'energia, quelli che oggi ci consentono di comprendere meglio i fenomeni dell'elettromagnetismo, della coesione atomica, dell'informazione e della vita, lasciava campo libero a speranze di interpretazione – che oggi ci sembrerebbero alquanto ingenue o comunque premature – come quella di Richet, il quale riteneva che i fenomeni paranormali, al pari dei fenomeni dell'elettricità, sarebbero stati spiegati alla luce delle leggi fisiche. Lo stesso Richet, però, qualche dubbio lo nutriva: se dapprima definiva la metapsichica come "la scienza che si occupa di fenomeni che sembrano provenire da un'intelligenza distinta da quella umana" , osservava poi che "si è veramente indotti a credere nell'azione di intelligenze estranee nel caso di (medium come) Mrs. Piper, Mrs. Leonard e Mrs. Verall" . A proposito della medium Leonore Piper di Boston, Richet riconosceva che "Mrs. Piper, studiata con straordinaria pazienza da William James, ed in seguito da Richard Hodgson, ed anche – con pari perseveranza – da Hyslop, da F. Myers, da Sir Oliver Lodge e Sir William Barrett, ha poteri di chiaroveggenza e di criptestesia probabilmente superiori ad ogni altro (medium) prima osservato: essa dice a coloro che la visitano – subito e quasi senza incertezze – i nomi dei loro parenti, ed episodi delle vite di costoro ignoti ai visitatori, che in seguito vengono verificati solo dopo lunghe e faticose indagini". Anche in relazione ai fenomeni fisici prodotti dai medium, tra i quali Richet includeva movimenti meccanici senza contatto e materializzazioni, lo studioso affermava che essi "sono indice di qualcosa di realmente nuovo e metapsichico, che trascende la normale psicologia, e che non può essere spiegato senza l'intervento di poteri sconosciuti che sembrano dotati di intelligenza". 2. Cos'è cambiato da allora? Qual è la situazione ai nostri giorni, ad oltre ottant'anni di distanza dalla pubblicazione del volume di Richet? Possiamo dire che ci troviamo in una condizione ancora più difficile e complessa perché da una parte tutte le straordinarie scoperte scientifiche verificatesi in questi anni non hanno portato alla luce alcun tipo di energia in grado di spiegare in modo esauriente i fenomeni paranormali, e d'altra parte la ricerca psichica ha finito col segnare il passo, nel senso che ben poco si è venuto ad aggiungere al complesso dei fenomeni già ben noti ed indagati nella prima metà del Novecento. Pertanto, anche su questo versante non è possibile pervenire ad un quadro teorico soddisfacente. Per noi dunque è più difficile condividere la fede di Richet nella scoperta scientifica, in tempi brevi, di qualche nuova componente energetica nell'ambito del mondo fisico che possa far quadrare i conti. Questo è anche il motivo per il quale il solco tra la ricerca scientifica e la ricerca psichica si è per certi versi approfondito, e la tendenza a negare a priori l'esistenza dei fenomeni paranormali senza un adeguato studio della vastissima letteratura che li riguarda è diventata un luogo comune della nostra cultura scientifica. Tuttavia, uno dei vantaggi che abbiamo oggi rispetto ad un secolo fa è la facilità di documentare molti fenomeni paranormali mediante strumenti di registrazione che ne possano attestare l'oggettività fisica. A questo punto mi sembra importante fare un quadro per quanto possibile preciso sia dei fenomeni paranormali ben documentati nell'ambito della ricerca psichica, sia delle attuali conoscenze scientifiche riguardanti il funzionamento del cervello, della mente e della coscienza, per verificare se vi siano dei punti di riferimento comuni oppure un dualismo almeno apparentemente inconciliabile. Per quanto riguarda la ricerca psichica i fenomeni possono essere classificati nelle seguenti categorie.
Per quanto concerne la ricerca scientifica sul funzionamento del cervello, le linee principali sulle quali si sta muovendo sono le seguenti.
Ben si comprende come ognuno dei punti precedenti richiederebbe una trattazione specifica. Per coloro che fossero interessati ai temi della ricerca psichica, quest'articolo continua con un approfondimento del primo punto dei fenomeni paranormali, quello relativo alle comunicazioni suffraganti l'ipotesi della sopravvivenza dello spirito. 3. La conversione di Richard Hodgson Richard Hodgson (1855-1905), nato in Australia, dopo essersi laureato in legge all'università di Melbourne si trasferì in Inghilterra per studiare scienze morali a Cambridge. Insegnò poi filosofia e poesia presso quell'università. Aveva una spiccata personalità, di carattere individualista ed anticonformista, tanto che nel 1881 rifiutò di accettare la sua laurea nel corso si una cerimonia a Cambridge, perché il rituale prevedeva di inginocchiarsi davanti al rettore: Hodgson dichiarò che non si sarebbe mai inginocchiato davanti a nessun uomo. Divenne membro attivo della Cambridge Society for Psychical Research, e contribuì a smascherare diversi medium fraudolenti. Quando, nel 1882, venne formata la SPR ( Society for Psychical Research ) Hodgson fu uno dei primi ad associarsi. Molto attivo, ricevette dalla SPR l'incarico di recarsi in India per indagare sulla Società Teosofica e sui suoi leaders, compresa la fondatrice madame Blavatsky. Dopo aver trascorso oltre quattro mesi in India, Hodgson si convinse della natura fraudolenta dei presunti poteri della Blavatsky e di altri esponenti della Teosofia, dando luogo ad un'aspra controversia con i sostenitori dell'autenticità dei poteri medianici di madame Blavatsky. Una volta tornato in Inghilterra Hodgson investigò molti altri medium ad effetti fisici, riportando i risultati delle sue indagini in una relazione per la SPR in cui affermava che "quasi tutti i medium professionisti sono una banda di volgari impostori più o meno in combutta tra di loro" . Nel 1887 Hodgson si trasferì a Boston dove divenne segretario della filiale americana della SPR (American SPR ). Fino al termine della sua vita rivestì quest'incarico, e sotto questo aspetto può essere considerato il primo ricercatore stipendiato nell'ambito della ricerca psichica, anche se, a causa delle ristrettezze finanziarie in cui versava l'ASPR, qualche volta lo stipendio gli veniva versato – senza che lui ne fosse a conoscenza – da un anonimo benefattore. A Boston Hodgson fu introdotto da William James, di cui divenne ben presto amico intimo, allo studio della medium Leonore Piper, dai cui poteri James era rimasto molto impressionato: per 18 anni Hodgson investigò la medium con costante perseveranza (si era riservato tre sedute la settimana) ed estrema accuratezza. I primi risultati delle indagini non furono molto favorevoli alla medium: Hodgson dichiarerà più tardi che "durante i primi anni non avevo alcuna fiducia nei suoi poteri, ed il mio obiettivo era uno solo: scoprire se vi erano frodi o trucchi, per poterla smascherare" . Hodgson presentò alla SPR una prima relazione sulle sedute con la Piper, pubblicata nel 1892 nel vol. 8 dei Proceedings of the SPR sotto il titolo Relazione sull'osservazione di alcuni fenomeni di trance . Si tratta di un documento molto accurato, una vera monografia di 170 pagine, nella quale Hodgson riporta i risultati delle sedute avute con la Piper dal maggio 1887 all'ottobre 1891. Hodgson era riuscito a procurarsi la collaborazione gratuita di una stenografa per la registrazione delle sedute, i cui verbali dettagliati sono allegati alla citata relazione. Dei risultati di questa prima fase delle indagini diremo tra breve. Va aggiunto che la Piper era già stata studiata, oltre che da William James, anche da Sir Oliver Lodge, autorevole membro della SPR, le cui osservazioni sulla medium erano state oggetto di un intervento pubblicato nel vol. 6 dei Proceedings . Durante questa prima fase delle indagini di Hodgson il controllo della Piper era un sedicente Dottor Phinuit, che lo studioso riteneva essere niente di più di una seconda personalità sepolta nel subconscio della medium. Tuttavia, in qualche modo, questa personalità frammentaria sembrava in grado di leggere nel pensiero e di comunicare informazioni provenienti, ameno secondo le apparenze, da spiriti disincarnati. L'attitudine di Hodgson cominciò a mutare nel 1892 a seguito della morte del suo amico George Pellew. Proveniente da una facoltosa famiglia di New York e laureato in legge ad Harward, poeta ed autore di libri e saggi, Pellew era morto a 32 anni per una caduta da cavallo. Il defunto Pellew divenne una delle principali entità comunicanti della Piper (nei suoi resoconti Hodgson lo menziona con lo pseudonimo di George Pelham): mentre l'esistenza in vita di Phinuit non poteva esser verificata, Pellew era stato conosciuto da Hodgson in carne ed ossa. Le comunicazioni ricevute da George tramite la Piper furono la causa principale dell'abbandono da parte di Hodgson delle precedenti teorie basate sulle personalità subconscie della medium in favore dell'ipotesi spiritualista: vi era troppa individualità, troppa intenzionalità e persistenza nelle manifestazioni di George Pelham per poterle attribuire alla sola telepatia. Una cosa, rifletteva Hodgson, era attingere alla mente di una persona o ad un serbatoio cosmico per ricevere informazioni, ed un'altra cosa – del tutto diversa – che quella mente o quel serbatoio potesse tornare indietro e manifestarsi con la pienezza di tutta la sua personalità completa, e non solo con frammenti di informazione. Una seconda monografia di quasi 200 pagine fu pubblicata nel vol. 13 dei Proceedings (1897/98): Hodgson metteva a confronto l'ipotesi telepatica con quella spiritica, ed argomentava la validità di quest'ultima. Nel marzo 1893 la Piper si era sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per la rimozione di un tumore traumatico, liberandosi così dalla causa dei continui malesseri che avevano influenzato negativamente, per diversi anni, anche l'andamento delle sedute. Queste ripresero regolarmente fino al 1895, quando si manifestò un'ernia che venne operata nel febbraio dell'anno seguente. Le sedute furono di nuovo sospese fino all'ottobre 1896. Prima di presentare una breve sintesi anche di questo secondo ciclo di sedute, vediamo come si concluse la vita di Hodgson. Per quasi vent'anni visse in un piccolo appartamento di Boston, dedicando tre giorni la settimana allo studio della Piper ed investigando molti altri casi. Lavorava e leggeva fino a notte fonda, ed era un accanito fumatore. Spesso si univa alla famiglia di William James in una tenuta del New Hampshire. Era molto amato dai figli di James per il suo aspetto – muscoloso ed agile – e per il suo carattere sereno, gioviale ed amante della natura. Dopo la sua morte, nel 1905, si ebbero dei tentativi di comunicazione a suo nome tramite la Piper. L'8 gennaio 1906 si manifestò spiegando che per lui era estremamente difficile comunicare, perché non si era ancora risvegliato a sufficienza, e non aveva imparato come utilizzare il meccanismo, ossia il corpo della medium. Il 23 dello stesso mese, durante una seduta alla presenza della moglie e di un figlio di William James (Billy), Hodgson si manifestò mediante l'apparato vocale della medium e disse: "Ma guarda, ecco Billy! Non siete Mrs. James e Billy? Dio vi benedica! Bene, bene, così va bene (risate)! Ho trovato la strada, sono qui, abbiate pazienza con me... dov'è William?... non sono forte, ma abbiate pazienza con me... vi dirò tutto..." Hodgson raccontò di aver visto Myers (morto nel 1901), e chiese che Oliver Lodge venisse informato di tutto. Domandò a Billy come andava col nuoto e con la pesca, due attività che avevano spesso praticato insieme, pregandolo poi di dare a George Dorr (che curava gli affari lasciati in sospeso dopo la sua morte) alcune istruzioni in merito ai propri documenti privati. Furono date molte altre informazioni di carattere privato che costituivano una buona prova dell'identità di Hodgson, il quale concluse dicendo che comunicare era molto più difficile di quanto non avesse immaginato da vivo, e che ora poteva comprendere perché Myers comunicasse così poco. L'anonimo benefattore che aveva contribuito al pagamento dello stipendio di Hodgson (sempre attraverso il personale dell'ASPR, dato che non voleva che Hodgson sapesse da dove proveniva il denaro) durante una seduta con la Piper venne ringraziato da Hodgson per il sostegno ricevuto in vita. Nei sette o otto mesi successivi molte persone che lo avevano conosciuto ebbero delle sedute con la Piper. Hodgson fece del suo meglio per offrire informazioni che dessero loro la certezza che a comunicare era la sua personalità, e che non si trattava di un gioco di lettura del pensiero. Tuttavia – diceva – non è per niente semplice trasferire correttamente le informazioni: per lo spirito è molto difficile ricordare i nomi, e molti ricordi legati a questo mondo vanno e vengono, per non parlare della difficoltà di comunicare attraverso l'organismo del medium. "Provo le stesse difficoltà di un cieco che cerchi di trovare il suo cappello – disse al professor Newbold il 23 luglio 1906 – e non sono del tutto conscio di quello che dico perché le espressioni verbali vengono fuori automaticamente, secondo come si imprimono nella macchina (il corpo della Piper). Trasmetto i miei pensieri alla macchina, che li registra a caso, anche perché a volte risultano senza dubbio difficili da capire. Ora comunque comprendo il modus operandi molto meglio di quando non ero nel vostro mondo" . Ricordò che William James aveva detto a Newbold che lui (Hodgson) era molto riservato e rigoroso. Newbold affermò di non ricordare commenti del genere, e Hodgson esclamò: "Dai retta a me, Billy, ha detto proprio così" . Più tardi James confermò a Newbold di essersi effettivamente espresso in quei termini. Secondo James, durante le numerose sedute con la Piper in cui Hodgson comunicava si aveva la vivida sensazione di una personalità che comprendeva assai bene la situazione. Hodgson dava consigli a James riguardo al suo scetticismo, aggiungendo che (James) si aspettava troppo da lui, quasi pretendendo che potesse esprimersi efficacemente e coerentemente come quando aveva il corpo. 4. Il rapporto del 1892 Hodgson inizia questa sua relazione con alcune osservazioni sulla trance di Mrs. Piper. Durante la trance medianica Leonore perdeva conoscenza ed il controllo Phinuit si impossessava del suo corpo, esprimendosi a parole. Un certo grado di anestesia si manifestava nel naso, nella bocca e nella lingua della medium, e talvolta in altre parti del corpo. Era sempre Phinuit a riferire se sentiva o meno sensazioni o dolore a seguito di stimoli applicati da Hodgson sul corpo della Piper. Hodgson si affretta poi ad esporre tutte le precauzioni da lui prese per escludere ogni ipotesi di frode da parte della Piper, affermando esplicitamente di essersi sentito obbligato a presumere, in prima istanza, che la medium ricorresse ad espedienti coscienti – assumendo informazioni preliminari sui partecipanti alle sedute in prima persona o attraverso altri – oppure a percezioni di natura in parte cosciente o inconscia, mediante l'interpretazione di movimenti muscolari, cenni, gesti o toni di voce prodotti dagli astanti. Per poter parlare di frode cosciente in quest'ultimo caso si sarebbe dovuto provare che la Piper simulasse la trance. Talora lo scetticismo di sedicenti studiosi del paranormale – del passato o contemporanei – poco e male informati, pretende di far passare i ricercatori della SPR per persone sprovvedute, ingenue e facilmente raggirabili da parte dei medium. Tutti i numerosi rendiconti pubblicati all'epoca e tuttora disponibili dimostrano la falsità e l'inconsistenza di questa presa di posizione: tanto Hodgson quanto la maggior parte di coloro a cui vennero affidati incarichi di indagine sui fenomeni medianici dimostrano di aver preso in considerazione sotto ogni plausibile aspetto tutte le possibilità di frode da parte del medium, di aver svolto indagini di controllo (Hodgson assunse alcuni investigatori per tener sotto controllo tanto la Piper quanto le persone che avrebbero potuto assumere informazioni per conto di lei) e di aver considerato come valido materiale di indagine solo quello relativo ad informazioni di cui la medium non avrebbe potuto comunque venire a conoscenza con mezzi ordinari. Hodgson aveva già smascherato diversi medium fraudolenti ed era smaliziato e ben edotto sui trucchi dei prestigiatori, ai quali egli stesso chiedeva di impegnarsi per riprodurre i fenomeni attribuiti di solito ad agenti spiritici. Nel suo rapporto Hodgson afferma che "noi dobbiamo supporre che Mrs. Piper sia dotata di un'astuzia almeno pari alla nostra, e che siano rari i fatti relativi ad una persona dei quali un medium non possa essere legittimamente sospettato di essere venuto a conoscenza o accidentalmente o tramite sistematiche indagini segrete". Non ci sembra proprio, questo, l'atteggiamento di una persona incline a farsi prendere facilmente per il naso! "Ma – continua Hodgson – la difficoltà nel supporre che le conoscenze di Phinuit siano state acquisite in questo modo è dovuta alla grande quantità di fatti comunicati, concernenti un gran numero di differenti consultanti (traduco così il termine inglese sitters), soprattutto tenuto conto dell'estrema cura presa nell'evitare che Mrs. Piper potesse avere qualsiasi conoscenza relativa all'identità di queste persone prima della consultazione". Hodgson ritiene dunque che, sebbene in qualche caso la Piper – qualora fosse stata incline alla frode – avrebbe potuto procurarsi con mezzi ordinari alcune delle informazioni che Phinuit dava ai consultanti, l'ipotesi di frode non reggeva di fronte alla quantità delle informazioni fornite a coloro che contattavano la medium per la prima volta (first sitters) in forma anonima o sotto falso nome. Sebbene Hodgson non ritenga che la Piper abbia fatto ricorso coscientemente a sistemi fraudolenti, non se la sente di escludere completamente che il controllo Phinuit non si avvalga in qualche caso di metodi di ricognizione delle reazioni dei consultanti. Tuttavia sono proprio i molti errori, i pasticci e le ingenuità di Phinuit a far supporre ad Hogson l'assenza di un metodo di verifica da parte di quella che lui considerava una personalità secondaria dissociata della medium. Hodgson racconta che in certe sedute Phinuit si dimostrava chiaroveggente, ma in altre dimostrava una tale capacità di confondersi e di equivocare ed una tale mancanza di lucidità che – fossero state queste le sue sole manifestazioni – Hodgson stesso avrebbe senza alcun dubbio condannato la Piper come impostore. Il controllo si giustificava così: "Qualche volta, quando io vengo qui, dovete sapere che è davvero difficile per me prendere il controllo del medium. A volte penso di essere in sintonia col medium, altre volte non lo sono per niente. Quando il controllo non è completo sono debole e confuso". Tra o molti errori, fraintendimenti ed equivoci da parte di Phinuit, vi sono anche alcune comunicazioni corrette sulle quali si sofferma l'analisi di Hodgson, soprattutto per verificare l'ipotesi della trasmissione del pensiero dai consultanti alla medium. Hodgson scarta quest'ipotesi anzitutto per considerazioni di tipo negativo: Phinuit infatti spesso non è in grado di comunicare o sbaglia nomi di persone che sono ben presenti alla coscienza del consultante. Peraltro Phinuit è a volte in grado di fornire informazioni in tutto o in parte corrette su persone o eventi ai quali il consultante in quel momento non sta minimamente pensando (ma che tuttavia conosce) o, in alcuni casi, di cui non è a conoscenza. Tra i fallimenti di Phinuit si può citare il seguente episodio: una signora (Hannah Wild), prima di morire, aveva fatto un patto con la sorella (Mrs. Blodgett) alla quale aveva lasciato una lettera sigillata da lei scritta, dicendo che – nel caso fosse sopravvissuta nell'aldilà – avrebbe cercato di comunicarle il contenuto della lettera per via medianica, in modo che la sorella avrebbe avuto una prova certa della sua sopravvivenza mettendo a confronto la sua comunicazione con il contenuto della lettera. Dopo la morte di Hannah, Mrs. Blodgett, senza aver letto la lettera, la inviò a William James il quale la lesse, la sigillò di nuovo e la restituì a Mrs. Blodgett, diventando così l'unica persona a conoscenza del contenuto della lettera. Leonore Piper fu consultata alcune volte sia da William James sia dalla stessa Mrs. Blodgett, alla presenza di Hodgson, e Phinuit fornì tre versioni distinte del contenuto della lettera – di cui due molto dettagliate – nessuna delle quali, una volta portate a conoscenza di William James, si dimostrò corrispondente alla lettera lasciata da Hannah Wild. Tuttavia, in presenza della Blodgett, Phinuit – comportandosi come se a sua volta fosse controllato dalla Wild – riconobbe diversi oggetti appartenuti alla defunta e nominò correttamente alcune persone da lei conosciute, anche se fece errori o confusioni nei confronti di altri nomi richiesti da Mrs. Blodgett. A seguito di questi esperimenti tanto la Blodgett, che pur era incline a credere nella sopravvivenza, quanto Hodgson esclusero di trovarsi di fronte allo spirito di Hannah Wild. Hodgson optava piuttosto per una trasmissione subconscia di informazioni note alla Blodgett. Hodgson osserva tuttavia che in certi casi Phinuit riusciva ad ottenere informazioni corrette da oggetti appartenuti alla Wild, e toccati con mano dalla medium, anche in assenza della Blodgett o di William James. In un altro caso una signora (Miss Z.) raccontò di aver avuto una sola seduta con la Piper, alla quale non aveva dato il suo vero nome. Durante la seduta Phinuit improvvisamente disse di vedere una signora di nome Maria, in una stanza insieme alla figlia, il cui nome era Stella, e che Maria aveva una malattia che si presentava come un eczema sul dorso delle mani ed ai polsi. Miss Z. non era al corrente di questo fatto, e scrisse a sua zia Maria, che viveva nel Vermont a più di 200 chilometri di distanza da Boston e che aveva una figlia di nome Stella, per avere una conferma di quest'informazione, che si rivelò corretta. Hodgson ritiene improbabile che Miss Z. fosse stata già prima al corrente della malattia della zia, cancellandola poi dalla coscienza. In un altra occasione Phinuit disse ad una certa Mrs. W. che suo figlio Nelson – che mancava da casa ormai da 17 anni e del quale da tre anni Mrs. W. non aveva più notizie, ignorando dove si potesse trovare – stava tornando a casa, e che essa avrebbe avuto notizie di lui entro due settimane tramite la lettera di un suo amico, alla quale sarebbe seguita una lettera di Nelson stesso. Le lettere arrivarono effettivamente dalla California nei tempi indicati, e furono seguite da una terza lettera in cui Nelson annunciava il suo ritorno a casa. Sebbene questo episodio fosse stato confermato da altre due persone (la sorella ed un'amica di Mrs. W.) Hodgson ritiene di non poterlo verificare perché i fatti risalivano a due anni prima e nel frattempo Mrs. W. era morta. Phinuit era in grado di dare, in certi casi, informazioni piuttosto precise in relazione alle persone cui erano appartenute ciocche di capelli, avvolte in seta o in carta, che venivano presentate alla medium. In altri casi tuttavia non rispondeva o dava risposte errate. Hodgson fece anche alcuni esperimenti per ottenere da Phinuit informazioni sulle persone a cui erano appartenuti determinati oggetti (di cui lo stesso Hodgson non conosceva l'origine e che gli venivano consegnati da conoscenti), ottenendo a volte risultati di rilievo. Per quanto Phinuit affermasse spesso il contrario, non sembrava che cercasse di ottenere tali informazioni dagli spiriti, ma dava l'impressione di percepire le influenze degli oggetti, anche se in modo non decifrabile. Hodgson prende anche in considerazione l'ipotesi spiritica sulla base delle informazioni offerte da Phinuit e da altri controlli della medium. In particolare viene fatto riferimento ad una serie di 45 sedute avute con la Piper dal novembre 1886 al giugno 1889 da Miss W., che ne aveva tenuto accurate registrazioni. Durante 41 di tali sedute il controllo era stato preso "da un amico personale (di Miss W.) i cui argomenti di conversazione, le forme di espressione ed il modo osservare le cose erano completamente diversi tanto da Mrs. Piper quanto da Phinuit". Miss W. aggiunge che la personalità del suo amico, da lei chiamato T., era così ben delineata da costituire per lei la prova più convincente dei poteri soprannaturali della medium, ma che le era impossibile presentare tale prova come oggettiva. T. era stato in vita ministro di una congregazione, e quando prendeva il controllo della medium discuteva spesso con Miss W. di argomenti religiosi (per i quali Phinuit non mostrava invece alcun interesse), di affari professionali, di amici comuni e di molti fatti privati noti solo a lui ed alla consultante. Essendo un uomo del west, utilizzava spesso le tipiche forme verbali che aveva utilizzato in vita, anomale rispetto all'inglese di Boston. Le conversazioni con T. in qualità di controllo riportate da Miss W. sono molto interessanti e ricche di particolari identificativi di tutto rispetto, ma non possiamo qui citarle per motivi di spazio. In alcuni casi l'argomento delle conversazioni verteva sullo scetticismo mostrato in vita da T. in relazione ai fenomeni medianici. Inoltre non di rado T. riferiva a Miss W. fatti di cui lei non era al corrente, e dei quali in seguito poteva verificare l'esattezza. Anche alcune profezie avanzate da Phinuit o da T. si verificarono puntualmente. Hodgson comincerà a prendere in seria considerazione l'ipotesi della sopravvivenza dello spirito quando informazioni di questo genere gli verranno offerte da George Pelham. All'epoca del suo primo rapporto, Hodgson propende comunque per l'ipotesi della trasmissione del pensiero – o meglio dei contenuti subconsci della mente dei consultanti – al livello subconscio della medium, livello al quale i controlli, considerati come personalità dissociate della stessa medium, attingerebbero. Hodgson offre una serie di ragioni plausibili, alla luce dei diversi fatti citati, che lo inducono a propendere per tale ipotesi, anche se riconosce apertamente che alcuni episodi non sono riconducibili a questo quadro. Va osservato che il limite maggiore dell'ipotesi avanzata da Hodgson – pur con le eccezioni di cui egli stesso è consapevole – consiste nel fatto che essa non offre nessuna spiegazione teorica sul modo in cui le informazioni possono passare dal subconscio di una persona a quello di un'altra. All'epoca di Hodgson infatti le conoscenze sul funzionamento del cervello erano talmente vaghe che poteva esser data come plausibile l'ipotesi della trasmissione dei contenuti della mente mediante onde elettromagnetiche o di altra natura. Ma nessun campo energetico di tal genere è stato individuato fino ad oggi. Infine, Hodgson fa un'accurata ricerca sull'origine della personalità di Phinuit, che affermava di essere stato in vita il medico francese Jean Phinuit (o Phinnuit) Scliville, vissuto tra il 1790 ed il 1860, dimostrando che il controllo non è in grado di parlare francese, e non riesce a dare indicazioni sulle personalità più in vista della sua epoca, nell'ambito medico francese. In alcune occasioni Phinuit è in grado di formulare diagnosi abbastanza precise sullo stato di salute dei consultanti, anche se in altri casi sbaglia: secondo un medico che ebbe tre sedute con la Piper, le conoscenze mediche di Phinuit non andavano comunque al di là di quanto la stessa Piper poteva leggere nella rivista Medicina domestica. Quanto al nome, Hodgson ritiene che possa trattarsi di una trasposizione del Dr. Finnet (o Finny), uno dei controlli di Cocke. Quest'ultimo era un medium a pagamento – a giudizio di Hodgson del tutto privo di reali poteri medianici – al quale la Piper si era rivolta nel 1884 per un consulto su un presunto tumore che temeva di avere. Fu in quell'occasione che la medium ebbe la sua prima trance, avendo per controllo una ragazza indiana che disse di chiamarsi Chlorine. La Piper fece poi molte altre sedute con Mr. Cocke avendo dapprima come controllo Chlorine, poi un certo numero di altri spiriti, tra cui Phinuit che alla fine prese il sopravvento. Va anche osservato che nel 1891 l'entità affermò che Phinuit non era il suo nome, ma di essersi chiamato Jean Alaen Scliville, nato a Metz. |
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